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IN LUTTO PER LA PREMATURA SCOMPARSA DI P. LANFRANCO ROSSI +

 

Aggiornamento informazioni del 24 Aprile 2015

Messaggio del Responsabile Generale

 

Dalle prime indicazioni medico-legali sembra confermato che Padre Lanfranco Rossi sia stato vittima di un' aggressione e che sia deceduto per le lesioni nella zona cranica. La Magistratura procede con doveroso e, apprezzabile riserbo. In ogni caso, una valutazione più precisa richiederà ancora tempi tecnici che al momento non sono esattamente definibili. Anche qui, ribadiamo massima disponibilità e fiducia, già comunicata nelle sedi competenti, nei confronti delle  indagini in corso.

Ringrazio ancora tutti per la vicinanza umana e le preghiere.

Sac. Roberto Rondanina d.R.

 

 


 

18 Aprile 2015

Messaggio del Responsabile Generale Sac. Roberto Rondanina

 

Io sottoscritto Sac. Roberto Rondanina,

in qualità di Responsabile Generale dell'Associazione Pubblica di Fedeli "I Ricostruttori nella preghiera", comunico la dolorosa notizia dell'improvvisa morte per insufficienza cardio respiratoria, del nostro Sacerdote Rev. Padre Lanfranco Rossi avvenuta Domenica 12 Aprile 2015. Padre Lanfranco Rossi è stato per tanti anni docente presso la Pontificia Università Gregoriana e presso altre facoltà pontificie. Padre Lanfranco, oltre ad essere apprezzato da colleghi e studenti per le sue qualità di studioso di Patristica, è stato un alto punto di riferimento spirituale per tante persone della nostra Associazione e per altri fedeli che lo hanno conosciuto e stimato. In questo momento di dolore per tutti noi mi unisco alla preghiera di quanti gli hanno voluto bene ed apprezzato la sua opera. Purtroppo sono circolate attraverso i mezzi di comunicazione notizie prive di fondamento gravemente offensive per la persona di Lanfranco Rossi e lesive per tutta l'Associazione. Pertanto a nome dell'Associazione smentisco nella maniera più categorica tali affermazioni. Sono attualmente in corso indagini da parte dell' Autorità competente per accertare le cause del decesso. Sono pienamente fiducioso che verrà fatta luce sull' intera vicenda.

"I Ricostruttori nella preghiera"

Sac. Roberto Rondanina

 


RASSEGNA STAMPA


 

MESSAGGI DI CORDOGLIO E TESTIMONIANZE

 

S.Ecc. Mons. Luigi Ernesto Palletti , Vescovo di La Spezia, Sarzana, Brugnato

Caro don Roberto,
in questo giorno, nel quale viene celebrata la S. Messa esequiale del defunto Sac. Lanfranco Rossi, appartenente alla Comunità dei Ricostruttori nella preghiera, sono a porgere a Lei e a tutti i Membri della Sua Comunità le mie più sentite condoglianze. Come ho già avuto occasione di dirLe nel colloquio telefonico di domenica scorsa, appena appresa la notizia della morte di don Lanfranco l'ho ricordato subito al Signore, affidandoLo alla Sua misericordia e al Suo abbraccio di luce. Personalmente non ho mai avuto l'occasione di poterLo conoscere, ma ho visto le Sue pubblicazioni e appreso del suo particolare impegno nell'insegnamento della teologia. Ora, in questo momento di particolare dolore per tutta la Vostra Comunità, desidero affidare a queste poche righe il compito di manifestare la mia vicinanza e la mia preghiera, come anche quella di tutta la nostra Diocesi, nella quale Don Lanfranco era stato ordinato Presbitero ben 25 anni or sono. Purtroppo, come nella telefonata di ieri Le ho fatto presente, a causa di non derogabili impegni pastorali non posso essere presente oggi alla celebrazione eucaristica. Affido a Lei l'incarico di portare a tutti questa mia breve lettera. Sono certo che il Signore Gesù, di cui questo confratello - assieme a tutti Voi - ha particolarmente amato "l'invocazione del Nome", lo accoglierà nella pace del Regno dei Cieli. Nell'attesa di poterLa incontrare personalmente, sempre in comunione nell'unica fede del Signore Risorto, rinnovo ancora le mie personali condoglianze.

La Spezia, 18 aprile 2015

 


 

S.Ecc. Mons. Domenico Sigalini, Vescovo di Palestrina

Carissimi,
sono presente in spirito con tutti voi nell'affidare a Dio la vita di p. Lanfranco nel contesto di quella Eucaristia che era il centro della sua vita di cristiano e di presbitero. Partecipo al vostro dolore e al dolore dei suoi fratelli e familiari e mi unisco nella preghiera a Dio perché lo accolga nelle sue braccia di misericordia. La sua morte drammatica, inaspettata, in quel luogo di preghiera e raccoglimento, ci immerge nel grande mistero del vivere e del morire, che ci lascia sempre incapaci di capire la volontà di Dio e il suo messaggio, ma non ci fa mai dubitare del suo amore. Dio accolga p. Lanfranco e dia sostegno alla nostra fede e speranza al nostro dolore.

+ Domenico Sigalini

Palestrina, 18 aprile 2015

 


 

S. Ecc. Mons. Franco Agostinelli , Vescovo di Prato

«Il Vescovo di Prato, mons. Franco Agostinelli, si unisce al cordoglio della comunità dei Ricostruttori nella preghiera per la scomparsa di p. Lanfranco Rossi».

 


 

S. Ecc. Mons. Gastone Simoni, Vescovo emerito di Prato

«Caro Padre Guidalberto, dalla sua comunicazione - di cui ringrazio - sulla morte improvvisa e drammatica del vostro confratello padre Lanfranco Rossi a Zagarolo ho capito come è grande il dolore e lo sconcerto da voi provato per quanto è avvenuto. Un dolore e uno sconcerto , peraltro, condiviso da tutti coloro che conoscono bene i “Ricostruttori nella preghiera”. A me preme dirvi che, oltre ad esservi vicino con l'amicizia e la preghiera, sono e mi sento tra quanti vi stimano e ringraziano il Signore per la testimonianza e l’opera che state compiendo. Lo Spirito di Gesù Crocifisso e risorto neutralizzi ogni attacco - più o meno diretto o indiretto - dello spirito del male! Anche questa croce sarà feconda di grazia».

 


 

Qui di seguito gli autori dei altri messaggi di cordoglio e solidarietà giunti ai Ricostruttori.

 

  • Rossano Zas Friz De Col s.j., docente all'Istituto di Spiritualità della Università Gregoriana.
  • Mons Basilio Petrà, professore presso il Pontificio Istituto Orientale di Roma e presso la Facoltà Teologica di Firenze.
  • Alessandro Bedini, giornalista del Corriere della sera e del Corriere Fiorentino.
  • Benedetta Parducci, Magistrato.
  • Francesca Ceroni, Magistrato.
  • Carlo Ferruccio Accame, Consulente sui processi di democratizzazione per la Commissione Europea e altre organizzazioni internazionali. È stato ripetutamente capo missione per la Comunità Europea in Iraq.
  • Paolo Trianni, docente al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo e al Master in «Mediazione culturale e religiosa» dell'Accademia di Scienze Umane e Sociali di Roma.
  • Maurizio Mannocci Galeotti. Medico palliativista algologo, già dirigente nazionale della Società Italiana Cure Palliative.
  • Don Santino Brunetti, vicario episcopale. Diocesi di Prato.
  • Nerella Petrini, Medico Chirurgo già Presidente dell'Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali.
  • Simone Tani, PhD. Amministratore Unico di SAS Firenze. Già Assessore del Comune di Firenze.
  • Barbara Carrai, Direttore 4change; ex-Direttore esecutivo ITPCM Scuola Superiore Sant’Anna (Pisa). Consulente Nazioni Unite; Commissione europea; Office for Democratic Institutions and Human Rights.
  • Simone Olianti, Psicologo e Docente di psicologia alla Scuola Superiore di Scienze dell'Educazione "San Giovanni Bosco", affiliata alla Università Pontificia Salesiana di Roma.
  • Lorella Dapporto, Consulente esperta in processi di democratizzazione per Oxfam Italia.
  • Severino Saccardi, direttore della rivista “Testimonianze”
  • Ines Testoni, Professoressa di Psicologia presso l’Università degli studi di Padova, direttrice e Fondatrice del Master “Death Studies & End of Life”
  • Giannozzo Pucci, Direttore della Libreria Editrice Fiorentina
  • Don PetreTamas, Presidente della Commissione Ecumenismo e Dialogo Interreligioso, Diocesi di Prato
  • Maria Cristina Carratù, giornalista.
  • Sr. Esther Valdespino, Fraternità Missionaria Verbum Dei Firenze
  • Iolanda Romano, insegnante all’Università Sorbona di Parigi, ha gestito progetti per la
  • Commissione Europea, la Banca Mondiale, le Nazioni Unite, il Governo italiano e  numerosi enti pubblici
  • P. Fausto Sbaffoni, o.p., Direttore della “Rivista di Ascetica e Mistica”
  • Prof. Arnaldo Pangrazzi. Religioso e docente all’Istituto Universitario Camilliano.
  • Nicola Casanova, Segretario scientifico Fondazione Italiana di Leniterapia
  • Paolo Luzzi, Curatore dell’Orto Botanico dell’Università di Firenze e terziario francescano
  • Prof. Antonino Drago, della Comunità dell'Arca di Lanza del Vasto, già docente nelle 
  • Università di Napoli, Pisa e Firenze
  • Mao Valpiana, presidente del Movimento Nonviolento
  • Claudio Benedetti, medico ecografo
  • Marco Ragghianti, scrittore ed eremita di spiritualità cistercense
  • Sr. Eugenia Lorenzi delle Suore di Maria Bambina, già provinciale sud Italia, ha  ricoperto ruoli di responsabilità nell’USMI (Unione superiori maggiori d’Italia).

 

 

Rossano Zas Friz De Col s.j., docente all'Istituto di Spiritualità della Università Gregoriana

 

«Sono stato collega di Lanfranco e ci siamo frequentati in quanto docenti all'Istituto di Spiritualità della Università Gregoriana. Mi viene da dire, con semplicità e verità, che i suoi occhi esprimevano di più di quanto le sue labbra serbavano».

 

 


 

 

Mons Basilio Petrà, professore presso il Pontificio Istituto Orientale di Roma e presso la Facoltà Teologica di Firenze

 

«La notizia dell'improvvisa e tragica morte di Lanfranco mi ha addolorato profondamente e la mia memoria è riandata alla sua discussione di dottorato, alla quale sono stato presente, e alle numerose volte in cui ci siamo incrociati nei corridoi dell'Istituto Orientale. Una persona dai tratti schivi, profonda e mite: così mi è sempre apparsa e così rimane nel mio ricordo. Il suo lavoro, fin dal dottorato, ha avuto linee molto originali: in tutta la sua ricerca infatti ha cercato di mettere in luce la continuità tra una certa filosofia greca e la tradizione esicasta, vista specialmente nella sintesi di Nicodemo Agiorita. A questa ricerca rimane consegnato il ricordo scientifico della sua troppo breve vita. Il Signore lo accolga e gli doni di gioire pienamente della Sua Luce, quella Luce da lui tanto desiderata e cercata».

 

 


 

Alessandro Bedini, giornalista del Corriere della sera e del Corriere Fiorentino.

«Ho appreso con sincero dolore della prematura scomparsa di Padre Lanfranco Rossi. Ebbi modo di conoscere Padre Lanfranco negli anni Novanta in occasione di un ritiro spirituale in Piemonte. Mi avevano immediatamente colpito la sua riservatezza, nonostante già fosse un apprezzato teologo, docente alla Gregoriana di Roma, ma soprattutto la sua dolcezza nel porsi con gli altri e il suo carisma. La profonda cultura, mai disgiunta dalla preghiera, lo facevano apparire con un aspetto rassicurante, benevolo, sebbene rigoroso sotto il profilo dottrinale. Per lui l’Oriente cristiano, così come la filosofia greca, non avevano segreti e quando ci trovammo entrambi a collaborare con la rivista quadrimestrale La porta d’Oriente, diretta da Franco Cardini e edita allora da Laterza, fu per me motivo di grande soddisfazione. Ho in seguito avuto modo di leggere e recensire alcuni dei suoi libri, primo tra tutti: I filosofi greci padri dell'esicasmo. La sintesi di Nikodemo Aghiorita, che considero un testo fondamentale per comprendere la spiritualità cristiana. Non soltanto i Ricostruttori, ai quali mi lega una fraterna amicizia, ma il mondo della cultura hanno di che rimpiangere un  riferimento spirituale di rara eccellenza».

 


 

Benedetta Parducci, Magistrato.

 

«Caro Lanfranco, sei stato una delle prime persone che ho conosciuto dell'Associazione i Ricostruttori nel lontano 1984. In tutti questi anni sei sempre un stato un punto di riferimento per tanti di noi per la tua coerenza, la tua profondità e la tua  vera spiritualità e lo rimani  anche adesso, nella certezza che non sono il male e la morte ad avere l'ultima parola. Come ci hai sempre insegnato possiamo essere ancora uniti, anzi forse ancora più uniti, nella preghiera e nella fede».

 

 

 


 

Francesca Ceroni, magistrato.

«Non ho conosciuto personalmente Lanfranco, purtroppo, però ho conosciuto tante persone nella comunità I Ricostruttori per le quali Egli è stato guida e riferimento, primo fra tutti, Guidalberto Bormolini, che, a sua  volta, è stato guida e riferimento spirituale prezioso per me. Mi unisco quindi al cordoglio di Guidalberto e di tutti coloro che ne hanno ammirato la profonda spiritualità come monaco e straordinaria rettitudine  come uomo».

 


 

Carlo Ferruccio Accame, Consulente sui processi di democratizzazione per organizzazioni internazionali. Capo missione nella EAM in IRAQ per UE, Vice capo missioni per le Missioni di osservazione elettorale in Bielorussia, Fiji, Sierra Leone, Sri Lanka, consulente per commissioni elettorali in diverse parti del pianeta per le Nazioni Unite e l’Unione Europea.

 

«Ho conosciuto per la prima volta Lanfranco nel 1988, da allora ha conservato il sorriso dolce, la curiosità per l’altro, il desidero profondo della preghiera, la voglia di scoprire la multisfaccettatura della realtà e le sue mutevoli diramazioni. Credo che il desiderio di conoscenza gli abbia acceso la voglia di indagare in profondità la realtà e questo abbia rafforzato il suo ascoltare gli altri senza mai giudicare e cercando soluzioni che affrontassero i diversi aspetti che la questione conteneva. Lanfranco è rimasto fino all’ultimo un appassionato studioso, un costante ricercatore dello Spirito, un essere al servizio degli altri sempre pronto ad ascoltarli e ad offrire una riflessione, consapevole della sfida che la complessità e diramazione della realtà ha. Nell’umiltà, nella ricerca appassionata della spiritualità, nel sorriso indagatore, nel cercare l’armonia dell’universo così vive nella mia mente e così lo saluto ogni volta che attraversa i miei  e il mio Spirito».

 


 

 

Paolo Trianni, docente al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo e al Master in «Mediazione culturale e religiosa» dell'Accademia di Scienze Umane e Sociali di Roma.

 

«I Ricostruttori nella preghiera sono un dono dello Spirito nella Chiesa post conciliare chiamata al recupero delle sue fonti spirituali nei Padri greci e nel cristianesimo orientale. Padre Lanfranco Rossi era la punta di diamante di questo processo di recupero di cui essi sono protagonisti, sia con i suoi corsi all’Università Gregoriana sia con i suoi articoli e volumi. È doveroso ricordare, a questo proposito, i lavori sull’esicasmo, soprattutto Nikodemo Aghiorita e quello sui Padri del monachesimo. Il contributo da lui dato alla riappropriazione della spiritualità esicasta è stato fondamentale e prezioso. Per questo la sua prematura scomparsa è un dolore ed una grande perdita. Consola tuttavia la certezza che quello che lui ha seminato è destinato a germogliare, e certamente feconderà ancora a lungo il cammino spirituale della Chiesa».

 

 


 

 

Maurizio Mannocci Galeotti. Medico palliativista algologo.

 

«Purtroppo non ho mai conosciuto padre Lanfranco. Ma conosco bene la sua comunità dei Ricostruttori, che da anni anche io frequento. Oggi posso solo leggerlo stravolto sulle pagine di giornale, ma mi riprometto di leggerlo presto nei suoi scritti di meditazione orientale. Chissà quante volte avrà pensato, riflettuto, ascoltato il Cuor,e rispetto alla sua finitezza, come tutti i ricostruttori. Sarà stato sorpreso? Avrà avuto il tempo o sarà stata una morte improvvisa. Quella per cui avrà tanto pregato di non ricevere come prova. Comunque la prova del passaggio lo ha incontrato quando non la aspettava. Mi fa ricordare Frère Rogier con violenza portato via da questo mondo. Uomini in pace, Uomini di pace portatici via dalla violenza: grandi prove a grandi anime. Una preghiera per fratello Lanfranco e un abbraccio alla sua comunità tutta. Ricordiamolo nel nostro cuore e nel nostro cammino che continua».

 

 


 

 

Don Santino Brunetti, vicario episcopale. Diocesi di Prato.

 

«Carissimo Padre Guidalberto, sono vicino a te e a tutta la comunità dei Ricostruttori per la morte improvvisa di un tuo caro confratello e amico. L’ho ricordato nella celebrazione della S. Messa di ieri, domenica, e lo ricorderò ancora. Abbiano una certezza che si fonda su Gesù nostra vita e risurrezione e nostro mediatore: noi siamo congiunti a Lui e questo ci dona la certezza che i nostri fratelli e sorelle che ci hanno preceduto sono posti davanti al trono della Misericordia come nostri intercessori. Il vostro fratello scomparso certamente sarà un grande punto di forza davanti al Signore, il quale ci prova ma non ci abbandona. Ti abbraccio fraternamente in Cristo Signore».

 

 

 


 

 

Simone Tani, PhD. Amministratore Unico di SAS, società della mobilità del comune di firenze. Università di Firenze e Tongji University, Shanghai. Già Assessore del Comune di Firenze.

 

«Ciao Lanfranco. Spero che ora agli angeli piacerà ascoltarti come piaceva a noi il Sabato sera a Santa Maria. 
Mio babbo, professore di filosofia, mi ha educato a considerare i filosofi, a partire da quelli greci ed ellenisti, come dei maestri di vita. 
Non come dei “filosofi”.  Sin da bambino tante volte mi insegnava ad associare le esperienze che vivevo ad Agostino, a Socrate o agli Ellenisti. 
Come fossero degli amici e dei maestri appunto. Quarant'anni dopo ho ritrovato nei tuoi scritti e nelle tue conferenze la stessa visione. 
Lo stesso desiderio di integrare pensiero, spiritualità e vita. Fino al tuo ultimo libro, “Maestri di Vita”, in cui questo messaggio appare nella sua straordinaria attualità e bellezza. 
Lasci un’eredità spirituale importante, radicata in una profonda conoscenza delle nostre radici. Mi manca un po' pensare che se in futuro mi dovrò trasferire a Roma non potrò contare sulla tua presenza.  Ci avevo fatto di conto».

 


 

 

Nerella Petrini, Medico Chirurgo già Presidente dell'Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali.

 

«Vorrei esprimere il mio profondo dolore per la morte di Lanfranco Rossi. Conosco da più di dieci anni i Ricostruttori nella Preghiera è da allora è continuamente cresciuta nei loro confronti la gratitudine, non solo per aver facilitato la mia crescita in spiritualità e consapevolezza, ma anche per avermi coinvolto in esperienze di studio innovative e rigorose. Ho avuto modo di approfondire la conoscenza di Lanfranco Rossi in numerosi incontri durante i quali sono emerse le sue qualità di studioso di filosofia e discipline ascetiche unite alla bontà e semplicità che lo hanno sempre contraddistinto».

 

 

 


 

 

Barbara Carrai, Direttore 4change; ex-Direttore esecutivo ITPCM Scuola Superiore Sant'Anna (Pisa). Consulente Nazioni Unite; Commissione europea; Office for Democratic Institutions and Human Rights

 

«Ho iniziato a frequentare i Ricostruttori quindici anni fa e Lanfranco è stata una delle prime persone che ho incontrato. Allora, rimasi colpita dalla sua riservatezza e semplicità, a cui si aggiungevano una profondità e chiarezza di pensiero uniche. Aveva attenzioni per tutti e parole che sapevano toccare il cuore. Grazie a Lanfranco, grazie ai Ricostruttori ho riscoperto la dimensione spirituale dell'esistenza che fino ad allora non era parte della mia vita. E la mia vita si è arricchita di conoscenze e capacità nuove, di gioia, speranza ed amore che mi hanno permesso di affrontare le grandi prove che la vita mi ha messo davanti con una forza inaspettata. Anche se in questo momento il dolore per la morte di Lanfranco è grande, superiore è la gioia di averlo conosciuto e la gratitudine per tutto quello che mi ha trasmesso».

 

 


 

 

Simone Olianti, Psicologo e Docente di psicologia alla Scuola Superiore di Scienze dell'Educazione "San Giovanni Bosco", affiliata alla Università Pontificia Salesiana di Roma.

 

Frequento il gruppo di meditazione dei Ricostruttori di Firenze dal 2004. Più volte mi è capitato di incontrare ed ascoltare p. Lanfranco Rossi in occasione di insegnamenti sulla Preghiera del cuore e sull'esicasmo, temi e pratiche spirituali a cui p. Lanfranco aveva dedicato la sua vita ,umile e operosa, di sacerdote cattolico e di docente in varie Università pontificie. Devo dire che la sua tragica e prematura morte mi ha molto addolorato e profondamente colpito. Abbiamo perso un uomo buono e mite, un prete attento e generoso e un docente di Spiritualità e Patristica tra i più colti e preparati che io abbia conosciuto. Mancherà molto a tutti noi e a tutti coloro che hanno fatto della ricerca e della crescita spirituale il fine principale della loro vita. Rimane nel cuore, insieme al dolore e allo sgomento, tanta sincera gratitudine per tutto il bene che ha fatto a tutti quelli che lo hanno conosciuto, in modo spesso discreto, umile, nascosto, seppur efficacissimo. Mi unisco di tutto cuore alla preghiera e all'intercessione con tutti coloro che lo hanno amato e stimato.

 


 

 

Ornella Fulvio, Psicologa e psicoterapeuta, membro del Comitato Etico Locale della Azienda Usl 2 di Lucca

«Non ho incontrato molte volte Lanfranco, ma certo in quegli incontri sono stata colpita dalla intensità spirituale che emanava da lui. Uomo serio ed introverso, di grande cultura, sembrava molto schivo, dai modi semplici, ma  era capace di esprimere con grande entusiasmo e partecipazione le cose in cui credeva: sapeva comunicare con forza il valore e l'importanza della meditazione nel percorso esistenziale per trasformare la vita. E donava con grande generosità il suo sapere, le sue competenze, le sue riflessioni...La sua "passione" per la profondità e la ricchezza spirituale offrono una testimonianza di vita, di essenzialità e di amore per il Signore ed il suo messaggio. Attento agli altri e sensibile era sempre attento ai loro bisogni con grande disponibilità. La sua morte ci lascia più soli, ma anche impegnati a seguire i suoi passi verso un sempre maggiore impegno ad approfondire la nostra vita spirituale».

 


 

 

 

Lorella Dapporto, Consulente esperta in processi di democratizzazione per Oxfam Italia. 

 

«Ho conosciuto Padre Lanfranco 20 anni fa,  allora giovane nel suo percorso di studio e ricerca spirituale. Ciò che ricordo di lui ancora oggi, a distanza di tempo è la sua apertura all’ascolto dell’altro, nell’offrire la sua conoscenza divenuta via via mistica con l’umiltà di chi offre un aiuto discreto, inducendo l’altro a percepire la libertà di scelta dalle piccole alle grandi scelte. Mi ha sempre colpito la sua conoscenza nel profondo dei mistici, dei testi ispirati, conoscenza che Lanfranco riferiva con la semplicità del monaco che sa indicare una via ad un percorso spirituale, senza eccedere nel dogma, ma piuttosto offrirsi come aiuto a ricercare un proprio percorso spirituale. Ci mancherà Padre Lanfranco, ci mancheranno la sua umiltà portatrice di esempio di una preziosa guida».

 

 


 

Severino Saccardi, direttore della rivista “Testimonianze”

 «Carissimi,

il caro amico Guidalberto Bormolini mi ha parlato, con parole commosse, del grande valore, in termini umani, spirituali e culturali, della persona e della figura di Lanfranco Rossi.La notizia della sua scomparsa mi addolora profondamente. Ci si scopre, e ci si sente, sempre un po’ più poveri quando una persona dal cuore grande se ne va.Vi sono vicino, sinceramente e fraternamente, con grande partecipazione ed affetto. Spero di potere venire presto a trovarvi per  abbracciarvi e manifestarvi i miei sentimenti di persona».

 


 

Ines Testoni, Professoressa di Psicologia presso l’Università degli studi di Padova, direttrice e Fondatrice del Master “Death Studies & End of Life”

«Caro p. Guidalberto e cari Tutt* Ricostruttrici e Ricostruttori, Non conoscevo direttamente p. Lanfranco Rossi, ma so che era uomo dedito allo studio e alla ricerca spirituale, capace di insegnare cose importanti, di cui Guidalberto, ha saputo fare grande tesoro. La mia profonda stima per ciò che fate e per il vostro impegno mi porta a farvi sapere che in questo momento di dolore profondo e sconcerto sono con voi e condivido il vostro ricordo, affinché lo smarrimento non tormenti i vostri cuori. Un grande abbraccio».

 


 

Giannozzo Pucci, Direttore della Libreria Editrice Fiorentina

«Caro Guidalberto, non credo di aver conosciuto Lanfranco, ma sento la Tua ferita e quella di tutta la Tua comunità per una partenza così improvvisa, umanamente inspiegabile. Il Misterium iniquitatis si confonde col mistero dei limiti della nostra vita votata all'eternità. Fra noi circondati da una società e da una società così profondamente influenzata dalla materia nella sua forma tecnologica, riesce difficile percepire lo spirito del colloquio e dell'aiuto coi fratelli che ci hanno preceduti nella luce. Pure sappiamo di essere fatti per un mondo nuovo dove la volontà del Padre si realizzerà completamente e quanto più ci facciamo portare per mano da Lui senza troppi programmi nostri tanto più siamo liberi. Un abbraccio stretto e fraterno di condivisione».


 

Don Petre Tamas, Presidente della Commissione Ecumenismo e Dialogo Interreligioso, Diocesi di Prato

«Ricordando il professor Lanfranco Rossi. I giorni trascorrono implacabilmente e con essi anche noi, ciascuno, con la storia, l’identità e le caratteristiche della propria vita. Così è stato anche per il sacerdote della Congregazione dei Ricostruttori della Preghiera, anche se la sua mente ed il suo cuore hanno lavorato ininterrottamente e prodotto diversi scritti.

Adesso, dopo aver sentito della sua morte, mi sembra doveroso da parte mia ricordarlo come una persona particolare rispetto ai tratti del nostro tempo. Non dirò troppe cose su di lui e non desidero fare la biografia di padre Lanfranco Rossi, perché sono convinto che lo potranno fare altri molto meglio di me. Il mio intento è soltanto quello di portare una piccola e povera testimonianza personale di come io l’abbia conosciuto, anche se sono passati quasi vent’anni da quando sono stato suo studente. Sin dalla prima lezione l’ho percepito come una persona pia, umile e, anche se molto erudito, sempre in cerca di imparare cose nuove anche dai suoi allievi. Aveva uno sguardo mite, luminoso, attento, e un volto allegro.

Nessuno dei suoi studenti dubitava della serietà del professore e di come adempiva con rigore i doveri che scaturiscono dai voti della consacrazione a Dio.

Non parlava troppo, e ciò che colpiva in lui era la sua semplicità. Una semplicità che si manifestava nei vestiti che indossava, ma anche nell'incapacità di offendere il prossimo. La sua pacatezza nel parlare e la sua voce soave incantava l’ascoltatore. Aveva una capacità particolare nell'immedesimarsi nelle situazioni di sofferenza. Desiderava costantemente conoscere di più, e da testimoni diretti, la situazione dei cristiani nell’Europa dell’Est. Parlando spesso con seminaristi dell’Ukraina, Romania, Russia, ecc., voleva sapere delle loro persecuzioni e della loro tenacia nel rimanere fedeli al Vangelo. Diverse volte l’ho invitato al Pontificio Collegio Greco a Roma, sia a cena sia a momenti di preghiera.

Ho avuto l’impressione che parole come: Signore, pietà!, che si ripetono spesso nelle liturgie bizantine, fossero molto care a Lanfranco. Lui insegnava ma anche praticava la preghiera del cuore. Queste preghiere avevano un effetto forte su di lui: tutta la liturgia continua a ricordare il nome di Dio in diverse forme, saziando l’anima del credente attento. Per lui era difficile accettare il paradosso che si era verificato durante la dittatura comunista: non c'erano scuole teologiche e neanche libri religiosi e tuttavia la fede è rimasta viva.

La sua sete di conoscere era grande e credo che il suo unico scopo era quello di trovare la verità, il senso della vita. Mi ricordo che nutriva una simpatia speciale per i Padri della chiesa, perché aveva trovato in essi cose preziose per la sua anima: erano per lui come dei parenti vicini. I Padri parlavano come dei maestri al suo cuore. Credo che l’insegnamento dei Padri abbia contribuito alla nobiltà d’animo di padre Rossi, anche se, per la vita spirituale considerava fondamentale la compassione divina. Lui ha compreso non con la mente ma con il cuore, ed ha iniziato a masticare il pensiero e a vivere e pregare con questo pensiero: che Dio doni a lui l’umiltà per poter ripetere con le parole del pubblicano: Signore, abbi pietà di me, peccatore! Le stesse parole oso ripetere anche io, affinché il Risorto lo accolga nel suo Regno di luce increata».

 


 

Maria Cristina Carratù, giornalista.

«Sono rimasta profondamente colpita dalla drammatica notizia su Lanfranco Rossi, di cui ho sentito tanto parlare dagli amici Ricostruttori. Mi ero fatta di lui l’idea che fosse un punto di riferimento spirituale nel senso più proprio del termine, e che solo di rado capita di poter attribuire ad una persona. Un senso che rimanda ad un tutto armonico, che appunto solo persone di grande valore riescono, con l’aiuto della Grazia, a saldare in sé per metterlo a disposizione degli altri, e cioè preparazione intellettuale, luce interiore, umanità, mitezza, capacità di stabilire con gli altri relazioni radicate nella libertà. Uno “stile”, del resto, che si ritrova ovunque nella comunità dei Ricostruttori, e che credo debba stare alla radice di ogni vera, autentica, vita cristiana, anche se oggi drammaticamente difficile da mettere in pratica, osteggiato e frainteso. Sono grata ai Ricostruttori di essersi messi in mezzo al mio cammino, e il mio cuore è vicino a tutti loro».

 


 

Sr. Esther Valdespino, Fraternità Missionaria Verbum Dei Firenze

«La Fraternità Missionaria Verbum Dei ti ringrazia fratello per la tua testimonianza nel dare la vita e vita in abbondanza. “PADRE PERDONAGLI PERCHE NON SANNO QUELLO CHE FANNO”. Con queste parole ricordiamo questo uomo di Dio che è passato facendo il bene, condividendo il bene e annunciando il bene. Un uomo che in silenzio e con umiltà camminava sempre con coerenza ed entusiasmo per creare “cieli nuovi e terra nuova”. Aprendo con generosità il suo focolare e il suo cuore, fidandosi di tutti e collaborando con la Chiesa Universale. Costruzione, collaborazione, servizio». 

 


 

Iolanda Romano, dottore di ricerca ed esperta in mediazione dei conflitti pubblici, insegna all’Università Sorbona di Parigi, ha gestito progetti per la Commissione Europea, la Banca  Mondiale, le Nazioni Unite, il Governo italiano e numerosi enti pubblici.

«Sono vicina ai Ricostruttori nella preghiera, ed in particolare a Padre Roberto Rondanina e Padre  Guidalberto Bormolini, in questo momento di grande perdita. Frequento i Ricostruttori da più di vent’anni e la figura di Lanfranco è sempre stata un punto di riferimento per chi, come noi, ha  intrapreso un cammino di ricerca di autenticità nella fede. Lanfranco è stato un padre per tutti noi attraverso l’esempio ed il rigore, uniti alla gentilezza e ad un profondo amore per la vita spirituale»

 


 

P. Fausto Sbaffoni, o.p., Direttore della “Rivista di Ascetica e Mistica”

«Alla comunità dei Ricostruttori nella Preghiera, in modo tutto speciale a P. Guidalberto Bormolini e alla Comunità di Firenze, invio le più sentite condoglianze ed esprimo il più profondo cordoglio per la perdita improvvisa del P. Lanfranco Rossi. Pur non avendolo conosciuto di persona  ho sempre apprezzato la competenza teologica e filosofica, nonché l’intensità spirituale  frutto di una profonda esperienza di meditazione e di preghiera, quali traspaiono dai suoi scritti. Come direttore della “Rivista di Ascetica e Mistica” ho avuto il piacere e l’onore di ospitare alcuni notevoli contributi di P. Lanfranco che attestano le sue  speciali doti di uomo di Dio e di teologo spirituale. La sua scomparsa e le circostanze con cui è avvenuta mi addolorano enormemente come mi addolora l’atteggiamento di alcuni cronisti che, quali avvoltoi sulla preda, si gettano sulla notizia  trattando il caso non certo mossi dall’amore per la verità e nel rispetto per le persone, ma solo alla ricerca di sensazionalismi,   creando indebite e tendenziose illazioni destituite di ogni fondamento e infangando la memoria  di un sacerdote che ha sempre goduto della stima e della considerazione di tutti. Assicurando la preghiera per P. Lanfranco e per tutti i Ricostruttori spero vivamente che il Signore, accogliendo P. Lanfranco nella Sua gloria e ricompensandolo per l’opera meritoria compiuta nella vita terrena,  possa aiutare chi di dovere a  fugare ogni dubbio ed ogni ombra che possano offuscare l’integrità e la limpidezza del suo profilo morale e spirituale».

 


 

Prof. Arnaldo Pangrazzi, Religioso e docente all’Istituto Universitario Camilliano.

«Caro Guidalberto, gli eventi  accaduti in questi giorni con la morte di P. Rossi mi hanno turbato. Il fatto che fosse il un caro amico ancora di più. Le circostanze della sua morte amareggiano. Alcune accuse rivolte dai mass media ai Ricostruttori suscitano indignazione.... Per tutto, ti sono vicino e ti mando un forte abbraccio».

 


 

Nicola Casanova, Segretario scientifico Fondazione Italiana di Leniterapia

«Il cordoglio per un uomo che purtroppo non ho conosciuto – ma che i miei amici amavano e che mi ha lo stesso parlato , sorprendendomi con i suoi libri – lo esprimo con una gratitudine un po’ appartata. Nella sua tesi di dottorato aveva scritto: “Originariamente phren indica il diaframma, e phrenes indica un conoscere legato al sentire. Anticamente phrenes e noos sono rispettivamente il senso e la conoscenza che distinguevano i vivi dai morti.”. Così ho capito che un certo conoscere e il respiro, nella meditazione (che è preghiera) formano un tutt’uno. E che sotto molti aspetti non c’è stata frattura fra i maestri della filosofia greca e il primo monachesimo cristiano così come, per molti versi, non c’è frattura nel passaggio dalla vita alla morte».

 


 

Paolo Luzzi, Curatore del Giardino dei semplici, Orto Botanico Università di Firenze e terziario francescano

«Quando qualcuno torna alla casa del Padre c’è sempre la tentazione di dire “ci ha lasciato……..”. In realtà sappiamo che la morte non toglie quasi niente di quello che è una persona, dei sentimenti, delle emozioni, dell’amore che questa persona ha dato e ricevuto da noi. Toglie un aspetto fisico ma ci regala una presenza che, da un luogo privilegiato, prega per noi e ci sostiene. Ma quanto è difficile quando la persona è un caro amico e un padre spirituale! Un grande abbraccio e una preghiera perché questa morte improvvisa e, umanamente imprevista, ci renda tutti consapevoli di quanto sia grande la nostra fragilità e finitezza rispetto alla Sua eterna Maestà. Ci consoli una cosa: siamo certi che la “secunda morte nol li farà male”. Un abbraccio fortissimo a tutti voi. Il Signore ci dia pace».

 


 

Prof. Antonino Drago, della Comunità dell'Arca di Lanza del Vasto, già docente nelle Università di Napoli, Pisa e Firenze

«Caro Guidalberto, so del lutto che vi ha colpito in questi giorni. Sono molto vicino alle comunità dei Ricostruttori messi alla prova da questa scomparsa di un loro confratello che aveva scelto di dedicarsi alla attività di insegnamento e di riflessione sulle tradizioni ponte tra occidente e oriente, delle quali abbiamo tanto bisogno in questo periodo di crisi della spiritualità cattolica. La conoscenza mia e di mia moglie di Padre Cappelletto e della vita delle comunità di Napoli, Spezia  e Lucca mi fa sentire molto vicino il vostro modo di vivere la fede e di pregare intensamente davanti alla Sindone. Lanza del Vasto, discepolo cattolico di Gandhi, mi ha insegnato cose analoghe, che per me hanno rappresentato il coronamento di un cammino spirituale che è partito dalla Azione Cattolica, per passare alla Fuci, alla San Vincenzo e alla Fraternità Charles de Foucauld. Con Lanza del Vasto ho trovato che la mia fede si è universalizzata, pur restando profondamente cattolica, proprio perché l'ho concepita anche in termini orientali. Così ritengo che debba essere, se la fede cattolica vuole dare senso a questa parola che in greco significa proprio universale. E così S. Tommaso sentì quando andò in India ad evangelizzare. Padre Lanfranco  è morto nel bosco dove spesso faceva meditazione come anch’io ho fatto più volte con i Ricostruttori e che è una delle esperienze più belle per ritrovare se stessi stando immersi nella natura. Che la pace che ha costruito nella meditazione lo accompagni nelle braccia del Padre».

 

Mao Valpiana, presidente del Movimento Nonviolento

«Non ho conosciuto personalmente padre Lanfranco Rossi, ma ho conosciuto i Ricostruttori, la loro accoglienza, e ne sono rimasto un ammiratore. Ho frequentato alcune delle loro cascine, da cui traspare l'intensità della preghiera e la bellezza del lavoro. Con i Ricostruttori si coglie in pieno il significato delle parole “dai loro frutti li riconoscerete”. Ringrazio padre Guidalberto Bormolini, le sue sorelle e i suoi fratelli, per avermi concesso il privilegio della loro amicizia. A loro giunga il mio cordoglio per la morte di Lanfranco.

 


 

Claudio Benedetti, medico ecografo, e Laila Benedetti 

«Mi associo a tutti coloro che hanno espresso profondo dolore per la  morte di Lanfranco Rossi, sono un medico ed ho apprezzato subito la sincerità e la piacevole aria che si respira dai Ricostruttori nella Preghiera, tutto nell’ottica della semplicità che aiuta tutti noi nella crescita spirituale  per conoscere noi stessi, è stata e sarà ancora una bellissima esperienza  che  consiglio vivamente, con riconoscenza a tutti».  

 


 

Marco Ragghianti, scrittore ed eremita di spiritualità cistercense

«Ho visto in te lo scopo senza fine. L'amore che nasce  dall'intenzione libera e pura, senza attesa di riconoscimento, è una voce che  parla oltre i confini del tempo. Ed all'infinito cui appartiene adesso fa ritorno...»

 


 

Sr. Eugenia Lorenzi delle Suore di Maria Bambina, già provinciale sud Italia, ha ricoperto ruoli di responsabilità nell’USMI (Unione superiori maggiori d’Italia).

«Carissimi, sono stata informata di quanto vi è capitato e immagino la vostra sofferenza che condivido nella preghiera. Vi ho conosciuto nel vostro impegno di “Ricostruttori” e nella fedeltà al vostro apostolato che ho tentato di seguire, e mi unisco a voi nella vostra preghiera silenziosa, sicura che ricordate anche me. Metto nelle mani del Signore il sacerdote e la vostra sofferenza, sicura che ha già portato lui con sé e che attraversa il vostro dolore con la sua misericordia e la sua pace. Ci sentiremo più avanti, quando tutto sarà chiarito. Un saluto grande a quanti ho conosciuto».