Storia
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Il movimento dei Ricostruttori nasce trent’anni fa in modo discreto, senza tanti clamori. È frutto dell’ascolto di indicazioni Provvidenziali più che di un “progetto”.
L’incontro con la meditazione profonda, la riscoperta della ricchissima tradizione cristiana dell’esicasmo da parte di padre Gian Vittorio Cappelletto, gesuita, hanno creato le basi per un’esperienza che si è sviluppata in un modo che alle origini nessuno avrebbe potuto immaginare. L’iniziale incontro con alcuni monaci indiani ha suscitato in padre Cappelletto un interesse che, dopo le prime esperienze, lo ha spinto ad approfondire l’esicasmo presso la Pontificia Università gregoriana sotto la guida di un professore gesuita. Approdato poi a Torino, presso il centro teologico della Compagnia, su invito dei superiori inizia i corsi di meditazione profonda (che tutt’ora si ripetono tre volte l’anno).
Negli anni settanta, caratterizzati da profonda crisi religiosa, intuì che si poteva proporre un percorso spirituale per rispondere a chi, sfiduciato, disilluso o distratto aveva abbandonato qualsiasi pratica religiosa. La proposta di un “metodo” di preghiera profonda, accompagnata da uno stile di vita adeguato che la facilitasse, rispondeva alle aspettative di molti, infatti i primi corsi di meditazione ebbero da subito una buona risposta. Dopo i primi passi la proposta si diffuse velocemente in più città con tutto l’entusiasmo che deriva dalla scoperta della meditazione. La spinta Provvidenziale era evidente, poiché sin da principio si scelse di non pubblicizzare il corso di meditazione ma di preferire esclusivamente l’informazione personale.
Ben presto i partecipanti manifestarono l’esigenza di poter dare continuità a questa esperienza, per cui fu necessario attivare tutti gli strumenti che la tradizione ecclesiale ha trasmesso per mantenere vivo e rilanciare l’entusiasmo iniziale: un incontro settimanale, un ritiro mensile, una settimana annuale di esercizi spirituali. Tutto ciò naturalmente richiedeva anche uno spazio fisico in cui potersi ritrovare a praticare la meditazione profonda ed approfondire i temi ad essa collegati.
Le prime sedi
Dopo l’esperienza iniziale di Torino cominciarono a giungere richieste anche da altre località: Biella, Pinerolo, Asti, Aosta e altre città dove, col permesso dei superiori e con la benedizione dei vescovi locali, si tennero dei corsi di meditazione. Provvidenzialmente la diocesi di Novara affidò al gruppo una cascina completamente diroccata, antica sede di un’abbazia: occorreva ricostruirla, e così incominciò la prima avventura da “Ricostruttori”. Riedificando un antico luogo di preghiera, i partecipanti avrebbero contemporaneamente iniziato anche un lavoro interiore di “ricostruzione”.
Fu un lavoro notevole che forgiò i primi partecipanti, e creò un modello che si è ripetuto in tutti i luoghi in cui è stato necessario dotare un gruppo di una sede: cercare un rudere adatto e con fatica, ma soprattutto molta preghiera, riadattarlo alle necessità di un gruppo di meditazione. Questa avventura, col tempo spinse chi possedeva qualche capacità artistica ad esprimersi creativamente, al punto che tutte queste sedi sono ora ricche di opere d’arte molto significative.![]()
Contemporaneamente alcune persone sentirono
la chiamata ad una consacrazione completa al Signore tramite l’esperienza del movimento. Siamo nel 1981.
Il Movimento
A questo punto si rendeva necessario rendere più “canonica” l’esperienza, anche perché alcuni dei primi aspiranti ad una consacrazione religiosa espressero il desiderio di essere preparati al sacerdozio. La Provvidenza aprì in breve tempo la porta in questa direzione. Vennero accettati i primi seminaristi nella diocesi di Spezia e il Vescovo Mons. Siro Silvestri approvò ad experimentum lo Statuto del Movimento. Nel 1989 furono ordinati i primi due sacerdoti, che prepararono la strada ad altre numerose vocazioni sacerdotali. A questo seguì l’approvazione definitiva da parte del successore di Mons. Silvestri alla diocesi di Spezia: Mons. Sanguinetti. La più recente tappa di questo iter è stata l’approvazione nel giugno 2007 di una versione più aggiornata dello statuto da parte del Vescovo in carica, Mons. Bassano Staffieri.
I consacrati appartenenti al movimento, dal primo gruppo di “pionieri”, sono considerevolmente aumentati: attualmente in comunità, che è un istituto unico, femminile e maschile, ci sono più di cento consacrati di cui 27 ordinati sacerdoti e una dozzina in formazione per il sacerdozio. Alcuni consacrati del movimento insegnano in Università come il Pontificio Istituto Orientale, la Pontificia Università Gregoriana, la Facoltà Teologica di Sicilia e l’Istituto teologico di Assisi.
La struttura del movimento si appoggia, in modo altrettanto essenziale, su qualche centinaio di persone, laiche, che hanno formalizzato un impegno di volontariato. Sono persone singole o coniugate che, nel rispetto dei loro impegni famigliari e di lavoro, si dedicano alla pratica della meditazione profonda e mettono i loro talenti e il loro tempo libero a disposizione del Movimento
Il Movimento, con i vari gruppi di meditazione profonda, conta su più di cinquanta sedi ufficiali e continua a mantenere lo spirito iniziale: praticare la meditazione unita ad uno stile di vita semplice ed armonioso e proporla con discrezione a chi vuole avvicinarsi ad una seria esperienza spirituale.
Le sedi e l’organizzazione
Come detto in precedenza, per dare continuità alla proposta e per sostenere chi vuol perseverare nella pratica si rese indispensabile creare spazi ed occasioni adeguate. La richiesta partiva “dal basso”: i primi partecipanti manifestarono, come ancora oggi i gruppi nuovi, il bisogno di potersi incontrare periodicamente a pregare, approfondire l’esperienza ed essere seguiti. Non è facile da descrivere, difficilmente si riesce a rendere l’idea: sarebbe molto più semplice fare direttamente esperienza per capirne importanza ed efficacia. Proviamo in modo schematico a darne una descrizione.
I Devadatta
La prima necessità fu di creare degli spazi per permettere alle persone di una medesima zona di radunarsi settimanalmente. Queste sedi vengono chiamate Devadatta dal sanscrito dato da Dio o “dono di Dio”. Sono sempre abitate da membri della comunità consacrati che si occupano dell’accoglienza e di organizzare numerose attività culturali (conferenze, corsi, spettacoli teatrali) che possono essere un’occasione in cui proporre con discrezione il corso di meditazione a chi è seriamente interessato.
Le cascine
Per permettere un’esperienza più intensa, sperimentare lo stile di vita semplice e conviviale che accompagna la meditazione, approfondire i numerosi temi connessi, sono state ricostruite, partendo molto spesso da ruderi , delle cascine in cui passare i fine settimana o delle settimane esperienziali. Tutti i fine settimana sono aperte a chi vuole vivere giornate di preghiera ben preparate e sono gestite da volontari del Movimento che spesso vi risiedono con la loro famiglia.
Molto spesso, oltre alla meditazione che è il fulcro, si svolgono altre attività di carattere artistico, di approfondimento della conoscenza del proprio corpo o legate a tematiche spirituali. Le cascine, oasi di quiete e silenzio immerse nella natura, sono anche le sedi ove si svolgono i ritiri mensili e i trainings estivi, vere e proprie settimane di esercizi spirituali.
Gli studi medici
Molti professionisti, specialisti in medicina omeopatica, agopuntura, osteopatia, riflessologia, musicoterapia e altre discipline, hanno deciso di associarsi e creare degli studi medici nelle adiacenze delle sedi cittadine di meditazione. La caratteristica degli studi medici è quella di farsi carico del paziente nella sua completezza, quindi non solo corpo ma mente e spirito. Si cerca di portare il paziente alla guarigione abituandolo ad ascoltare e capire anche quello che il proprio corpo gli comunica attraverso la malattia. Questo porta a riconsiderare tutto lo stile di vita cercando quell’armonia che è la base stessa della salute.
I pellegrinaggi
Altra occasione preziosa di sperimentare in modo intenso la meditazione profonda è offerta dai pellegrinaggi in luoghi carichi di spiritualità. Sono organizzati in modo spartano, quasi con spirito “francescano”, e sono per molti una bella occasione per scoprire i benefici e le grazie della vita di preghiera. Tra le mete sicuramente il primo posto spetta alla Terra Santa, ma molti altri luoghi sono stati toccati da questi pellegrinaggi: i grandi santuari, le abbazie irlandesi, i monasteri rupestri della Cappadocia, le cattedrali gotiche d’Europa, gli eremi di gran parte d’Italia e tante altre mete.
Educare alla spiritualità
La proposta si era rivelata particolarmente efficace per chi si fosse allontanato dalla vita religiosa, non ne avesse mai fatto esperienza o semplicemente volesse sperimentare la preghiera del cuore. Di fatto il desiderio di far conoscere Cristo alle persone del nostro tempo, con tutti gli ostacoli che la situazione attuale pone, ha trovato uno spazio adatto per alcune persone proprio nel corso di meditazione profonda.
È stimolante e confortante che anche il Magistero abbia dato indicazioni preziose che ci sembra vadano proprio nella direzione già da tempo percorsa dai Ricostruttori nella preghiera:
«Il dialogo tra cristiani e persone attratte dal New Age sarà più fecondo se terrà conto del fascino di quanto tocca le emozioni e del linguaggio simbolico Forse la misura più semplice, ovvia ed urgente da prendere, quella che potrebbe anche risultare la più efficace, consiste nel trarre il meglio dalle ricchezze del patrimonio spirituale cristiano per aiutare le persone nella loro ricerca spirituale offrendo loro tecniche collaudate ed esperienze di preghiera autentiche».
Il nostro tentativo in questa direzione è infatti di proporre il metodo e l’esperienza dell’esicasmo.
In ogni caso, come recita il nostro Statuto:
«Nell’apostolato è necessario agire sempre con gradualità, nel rispetto delle persone, della loro crescita e sensibilità spirituale: bisogna saper attendere il tempo della Grazia e non vincolare la libertà delle persone per questo:
- non si ammettono minorenni al corso
- è bene che il nostro intervento sia ripetutamente richiesto
- è bene agire senza eccessiva pubblicità e, quando si tratta del corso di meditazione, dare solo l’informazione personale».
Con discrezione i “Ricostruttori nella preghiera” cercano di mantenere sempre viva questa esperienza mettendo tutte le loro energie a disposizione di chi ne vuole condividere il cammino, rispettando tempi e modi di ognuno.
http://www.iricostruttori.com/la-storia#sigProGalleria2f1dada3eb


